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Io sono qui.
Adesso.
Non so dove sarò domani.
Voglio i miei imbarazzi,
le mie incertezze,
i miei passi storti.
Voglio sedurmi con la mia ombra
e perdermi dentro le sue menzogne.
Voglio giocare con il mio cane.
Adesso.
Il vento passa tra gli alberi.
Le spighe si piegano fuori stagione.
Domani non so.
I miei silenzi parlano già troppo.
Mi indicano strade,
rovine,
qualche amico claudicante
in attesa all'angolo di un tempo che non conosco.
Ma io sono qui.
E questo mi basta.
Non mi interessa lo scopo del viaggio.
A me serve scavare.
Scavare profondamente
esattamente dove poggiano i piedi.
Qui.
Perché è qui che sanguino.
È qui che respiro.
Domani potrebbe essere l'inferno.
Potrei diventare feroce.
Potrei non riconoscere più la mia ombra,
né la bestia che porto al guinzaglio
credendo di esserne il padrone.
Per questo ho bisogno di essere sincero ora.
Con me stesso.
Senza addestrare l'istinto.
Senza educare il buio.
Gli uomini mentono.
Mentono agli altri,
ma soprattutto a se stessi.
Costruiscono altari nei deserti,
inseguono applausi,
si inginocchiano davanti al nulla
e lo chiamano destino.
Io sono qui.
Pauroso tra le mie ombre.
Tra le mie verità.
Tra le mie contraddizioni.
Senza una sedia.
Senza un muro dove appoggiarmi.
Senza scuse.
Senza riparo.
Eppure ancora vivo.
Accerchiato soltanto da ciò che sono.
G.L. - 2024